Come vestirsi per il Cotopaxi
Scopri i consigli pratici del nostro team su strati, calzature e protezione dal freddo per affrontare la salita al Cotopaxi in totale sicurezza.

Sulle grandi cime dell'Ecuador, le condizioni ambientali cambiano drasticamente nel giro di poche centinaia di metri di dislivello.
Passare dal clima mite dell'avvicinamento al freddo intenso e al vento del ghiacciaio mette a dura prova qualsiasi alpinista. Non è una sfida che riguarda solo la forma fisica, ma la capacità di proteggersi in un ambiente ad alta quota dove il meteo può virare in pochi minuti.
Capire come funziona il sistema a tre strati e scegliere l'equipaggiamento adatto è il primo passo per affrontare al meglio l'ascesa al Cotopaxi.
Il principio base: gli strati
Vestirsi bene per questo tipo di spedizioni non significa indossare più “roba” possibile ma cercare di adattarsi velocemente ai cambiamenti di temperatura tipici delle alte quote. Usare strati che lavorano insieme, ognuno con una funzione precisa, è fondamentale: il primo allontana l'umidità dalla pelle, il secondo trattiene il calore corporeo mentre il terzo protegge da vento e neve.
Il primo strato, quello termico, è a contatto con la pelle. Il suo compito è quello di trasferire l’umidità e il sudore verso l'esterno invece di trattenerlo.
I materiali più giusti sono la lana merino o i tessuti sintetici tecnici (Polartec, Dryline e simili). Sconsigliamo invece il cotone per la sua capacità di assorbire umidità e la sua scarsa velocità nell’asciugarsi se confrontato agli altri materiali.
Il secondo strato crea uno spazio d'aria che trattiene il calore e non lo disperde nell’ambiente. Le opzioni principali che suggeriamo e che usiamo anche noi nelle nostre avventure sono tre: il pile medio, traspirante, versatile ed, eventualmente, asciuga in fretta; il piumino sintetico, che isola bene anche se umido ed è molto compatto; il piumino d’oca, isola molto bene a discapito delle dimensioni. Per situazioni ambientali come quelle andine, la combinazione migliore è il pile più un piumino.
Il terzo ed ultimo strato invece deve proteggere dal vento, neve ed acqua. Per questo motivo deve essere un tessuto impermeabile ma anche traspirante, per evitare che il sudore si accumuli all’interno. Le membrane in Gore-Tex o equivalenti funzionano bene per questo scopo. Il minimo necessario è quindi indossare una giacca hardshell e dei pantaloni impermeabili. Esistono gusci anche imbottiti o “imbottibili”, entrambe le soluzioni possono essere adottate.
Testa, mani, piedi: come proteggerli
Per la maggior parte di condizioni un berretto di lana è sufficiente per scaldare la testa. Quando però il vento soffia più forte, è consigliabile aggiungere uno scaldacollo o un buff sintetico per poter proteggere collo, naso e bocca. Anche se sembrano strati molto sottili, fanno la differenza. Da non dimenticare sempre il casco durante escursioni alpinistiche, la frontale agganciata allo stesso o tenuta accessibile nello zaino con batteria/pile di riserva.
Sopra i 5’000 m slm il terreno diventa quasi sempre innevato o ghiacciato, e il bianco riflette fino all'80% dei raggi UV. Gli occhiali da sole classici da mare non bastano, servono degli occhiali da ghiacciaio o da neve, con lenti di categoria 4 e, possibilmente, con protezione laterale. Si consigliano lenti polarizzate perché riducono l’abbagliamento e migliorano la visibilità sul ghiaccio.
Le mani sono la parte del corpo più esposta al freddo per via della superficie rispetto alla massa. Una soluzione che funziona bene è il doppio guanto: un guanto sottile traspirante interno in lana e uno esterno impermeabile. A basse temperature, tra i 0° e -15°, i guanti a cinque dita impermeabili ed imbottiti sono la scelta più versatile. Permettono di maneggiare l’attrezzatura se necessario mantenendo una buona destrezza. Quando le temperature si fanno più basse o si è tanto freddolosi allora le “manopole” diventano la soluzione ottimale. Le dita infatti condividono il calore e l’isolamento è molto superiore.
Anche i piedi devono essere adeguatamente protetti. Inutile anche in questo caso imbottirli con troppe calze poiché stringendo il piede si riduce la circolazione e il problema peggiora. Usare due paia di calze in lana merino di spessore medio è sufficiente. Mentre per il trekking possiamo usare scarponi bassi e semi rigidi di categoria B1, per l’alta montagna e soprattutto in ambienti ghiacciati devono essere di categoria B2, ossia con suola rigida e compatibili con ramponi automatici o semiautomatici.
Zaino ed accessori
Uno zaino da 30-40 L impermeabile (o con coprizaino anti pioggia) è sufficiente per la maggiorn parte di spedizioni. Nello zaino non devono mancare il thermos isolante, una crema solare con protezione 50+, un burrocacao con protezione ultravioletta e la torcia frontale carica e con pile/batterie di scorta.
Una bottiglia o borraccia da 1 L ed un eventuale filtro per l’acqua possono essere estremamente utili in condizioni avverse.
Durante le ascese alpine spesso si parte la mattina presto quando le temperature sono molto basse. Molte volte ci si vuole proteggere subito con tutti gli strati per non soffrire il freddo ma, appena si inizia a camminare in salita, si inizia a sudare e si ha caldo. Bisogna cercare di vestirsi in modo adeguato fin da subito, sapendo che per la salita il corpo in movimento suda e si scalda. Momenti in sosta o di attesa possono raffreddare velocemente il corpo.
Consigliamo di regolare la ventilazione durante la salita aprendo zip, colletti ed eventuali aperture laterali di pantaloni e giacche piuttosto che eliminare strati.
Inoltre i cambi meteo improvvisi sono normali sopra i 4’000 m. Porta sempre tutti gli strati con te, anche se la mattina sembra una giornata perfetta e soleggiata, piuttosto tienili nello zaino.
Consigli del team wayra
Ascolta il tuo corpo e non forzarlo.
Se senti di avere molto freddo indossa uno strato in più, ma ricordati sempre che muovendoti la tua temperatura corporea salirà e che con l'arrivo del sole l'ambiente si scalderà rapidamente. Evita di esagerare con troppi strati subito alla partenza per non rischiare di sudare eccessivamente durante la salita.
Gioca d'anticipo e impara a regolare la ventilazione con le zip. Gestire bene gli strati fin dai primi metri fa la differenza per arrivare in vetta al caldo e all'asciutto.





